Posts filed under 'Stili di vita sostenibili'

Un Appennino piu’ ecologico: sogno o realta’?

Vi proponiamo una bellissima iniziativa che si terrà a Porretta l’ultimo weekend di settembre.

E’ una fiera delle nuove tecnologie energetiche, soprattutto per quanto riguarda il loro uso nelle nostre montagne. Ci sono conferenze, corsi e gruppi di lavoro (anche molto tecnici con rilascio di certificati), o semplici stand informativi (per esempio su tutta la attuale legislazione per il fotovoltaico domestico, compresi consigli e aiuti per i finanziamenti…).

Pensiamo che un giro valga davvero la pena farlo… www.ecoappennino.it

Add comment 22 Settembre 2008

La rivincita del vento

 

Una buona notizia: nel 2007 gli impianti eolici a livello globale hanno prodotto più elettricità degli impianti nucleari. E si tratta di un trend in aumento.
Si può dire che tra il 2008 e il 2012 impianti solari ed eolici contribuiranno alla diminuzione delle emissioni serra sarà almeno 4 volte superiore al contributo netto prodotto dalle centrali nucleari costruite nello stesso periodo.

In parte questo si deve alla crescente attenzione degli USA nei confronti di queste tematiche (il 30 per cento di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 negli Usa viene dal vento) ma anche da paesi come

  • la Danimarca (21 per cento di elettricità dall’eolico),
  • la Spagna (12 per cento),
  • il Portogallo (9 per cento),
  • la Germania (7 per cento).

La domanda sorge spontanea… e l’Italia??

Scritto da Virginia Tarozzi sulla base di un’articolo di Repubblica.it di A.Cianciullo

Add comment 24 Maggio 2008

22 Aprile – Earth Day: una riflessione

http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Terra

Cina:
- Amo la Giornata per la Terra…
- … abbiamo prodotto 350.000 magliette Earth Day, 10.950.000 sticker per l’automobile, 9.800.000.000 biglietti d’auguri…

Add comment 23 Aprile 2008

Essere genitori, essere consumatori critici

Genitori consumatori critici

Si tratta di www.carobebe.it, il nuovo blog dedicato al consumo critico per neogenitori: tante news e guide gratuite per insegnare ai genitori come operare scelte consapevoli e all’insegna del risparmio.

Da noi tutta la spesa per il bambino è più cara che nel resto d’Europa: dagli omogeneizzati alle pappe, dai pannolini ai vestitini, dai giocattoli ai prodotti per l’igiene, dai farmaci alle visite dei pediatri. Il motivo? Non volendo far mancare nulla ai nostri amatissimi frugoletti, anche di fronte a prezzi spropositati o ad aumenti ingiustificati, finiamo per non rinunciare all’acquisto. Complice la pubblicità che in questo senso gioca un ruolo fondamentale. Questo blog nasce con l’intento di offrire alle mamme – e naturalmente ai papà – gli strumenti necessari per trasformarsi in consumatori critici, che guardano con attenzione mentre scelgono per i propri figli, perché conoscono le relazioni che collegano il sistema dei consumi con l’ambiente, la società, l’economia, l’etica

Buona lettura!

Add comment 21 Aprile 2008

Qualcosa di cui i nostri politici dovrebbero preoccuparsi…

il WEB

Se si fa caso agli argomenti più ricercati/cliccati su internet, si scopre che l’interesse nei confronti della sostenibilità è cresciuto del 50% nel 2007. Le persone infatti oggi usano molto di più internet per indagare le varie tematiche relative alla sostenibilità, concentrandosi particolarmente sulle azioni personali a favore dell’ambiente (come riciclare, come evitare il packaging eccessivo, idee di trasporto alternative, etc).

Tra gli argomenti più popolari:

  • le energie rinnovabili e le alternative al petrolio
  • come preservare le risorse naturali
  • l’inquinamento e le sostanze tossiche

Gli argomenti più ricercati sulla sostenibilità

Tra le risorse online più utilizzate, due sono i siti che emergono particolarmente:

  • TreeHugger (che appartiene a Discovery Channel) ha avuto 4,612 messaggi relativi alla sostenibilità nel 2007, diventanto in questo modo il blog più importante
  • Worldchanging ricopre la seconda posizione (738 messaggi), seguito da Biopact (722) e The Oil Drum (706).

Altro trend importante che non potrà essere ignorato ancora per molto, è che le persone sempre di più ritengono responsabili le aziende delle loro azioni e dei risultati che ottengono, aspettandosi un atteggiamento trasparente riguardo alle loro pratiche. Sempre più spesso ad esempio nei blog si trovano critiche al cosiddetto “greenwashing” (quando un’azienda utilizza in modo aggressivo pubblicità e pubbliche relazioni per distorgere la realtà riguardo all’impatto ambientale della stessa). Proprio oggi è uscito un articolo di Repubblica.it su Nike e i lavoratori vietnamiti; cito direttamente:

“È questa strategia che in passato ha attirato le ire delle associazioni umanitarie. Dietro le campagne di boicottaggio che hanno colpito la Nike c’è l’accusa alla multinazionale Usa di nascondersi dietro i terzisti e di invocare il rispetto delle leggi locali, in paesi dove la tutela dei lavoratori è debole o inesistente.” (Da Repubblica.it, Vietnam, la marcia degli operai “Noi, sfruttati dalla Nike”, 2 Aprile 2008)

I dati riportati sopra sono tratti dalla ricerca di un’agenzia indipendente che si occupa di fare ricerche sui consumi. Scarica il testo completo cliccando qui.

Scritto da Virginia Tarozzi

1 comment 1 Aprile 2008

25 Febbraio – Giornata della Lentezza

Vivere con lentezza

Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo, perché andare a piedi è sfogliare il libro e invece correre è guardarne soltanto la copertina.

Bisogna essere lenti, amare le soste, guardare il cammino fatto, imparare a star da sé e imparare in silenzio, ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani.

Andare lenti è dare nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce, trovare una panchina, portarsi dentro i propri pensieri lasciandoli affiorare a seconda della strada.

Andare lenti è andare col vento di una barca e zigzagare per andare dritti.
Andar lenti sono le stazioni intermedie, i capistazione, i bagagli antichi, la ghiaia e i piccoli giardini, i passaggi a livello con gente che aspetta.

Andare lenti è rispettare il tempo, abitarlo con poche cose di grande valore con desideri immensi sigillati nel cuore.
Andare lenti è ruminare, imitare lo sguardo infinito dei buoi, l’attesa paziente dei cani, sapersi riempire la giornata con un tramonto, pane e olio.

Andare lenti vuol dire avere un grande armadio per tutti i sogni, con grandi racconti per piccoli viaggiatori, la scomparsa della folla variopinta delle merci e il tornar grandi delle cose necessarie.

Andare lenti significa poter scendere senza farsi male, non annegarsi nelle emozioni industriali, ma essere fedeli a tutti i sensi, assaggiare con il corpo la terra che attraversiamo.
Andare lenti vuol dire ringraziare il mondo. C’è più vita in dieci chilometri lenti a piedi che in una rotta transoceanica che ti affoga nella tua solitudine progettante.
Si ospitano più altri quando si guarda un cane, un’uscita di scuola, un affacciarsi al balcone, quando in una sosta buia si osserva giocare a carte, che in un volare, internettare, messaggiare, fare zapping.

Il pensiero lento è l’unico pensiero, l’altro è il pensiero che serve a far funzionare la macchina, che ne aumenta la velocità, che si illude di poterlo fare all’infinito.

Sintesi- estratto da “Il pensiero meridiano” di Franco Cassano, Bari; Laterza, 1996

4 comments 26 Febbraio 2008

Raccolta differenziata porta-a-porta, dove sei???

Termovalorizzatori in Val Padana

La mappa qui sopra, che riportiamo da un articolo di beppegrillo.it, rappresenta la concentrazione di inceneritori in Val Padana… e non è molto rassicurante. Ma perchè gli inceneritori rappresentano un pericolo per noi tutti? Perchè la raccolta differenziata è la soluzione a molti dei nostri mali?

Inceneritori, perché NO

  1. L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine.
  2. L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti.
  3. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze:
    - le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche;
    - i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso;
    - l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare.
  4. Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti.
  5. Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici.
  6. Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti.
  7. In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo.
  8. I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti.

Soluzioni? Riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclaggio e bioessicazione

  1. Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%).
  2. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale.
  3. Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato.
  4. Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata, senza bruciarla, in impianti di bioessicazione.
  5. In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
    - il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato;
    - il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare;
    - il riciclaggio della plastica è conveniente: occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica.
  6. La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione.
    Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari.
  7. Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato.

Scritto da Virginia Tarozzi – Tratto da beppegrillo.it

2 comments 8 Febbraio 2008

Problemino

Confortably Confused

Sostenibilità – Cosa si intende per “stili di vita sostenibili”?
A volte mi rendo conto che utilizziamo termini che non parlano alle grandi masse, e di conseguenza non sono oggetto d’analisi di alcuna agenda, men che meno politica.

Per me “sostenibilità” significa una situazione in cui i nostri discendenti siano nella condizione di confrontarsi con i LORO problemi, piuttosto che con quelli che abbiamo lasciato in eredità. Se le persone tra 100 anni saranno ancora impegnate a risolvere fenomeni per i quali noi non abbiamo avuto alcuna voce in capitolo, possiamo ritenerci in una condizione di vittoria.

Ok, forse siamo un pelo in ritardo… ma di quanto?

Scritto da Virginia Tarozzi

Add comment 29 Gennaio 2008

Plastica Cinese

Plastica Cinese

La repressione cinese sulle buste di plastica di inizio gennaio ha colto tutti di sorpresa: una buona sorpresa. La Cina dunque, dal 1 giugno 2008, proibira’ la produzione di buste ultra-sottili (oltre i 0.025mm) e ne vietera’ a supermercati e negozi la distribuzione gatuita.
La Cina si aggiunge cosi’ alla lista di quei paesi e regioni che da San Francisco al Sud Africa utilizzano le tasse e altre forme di regolamentazione per ridurre la presenza ubiquitaria dei sacchetti di plastica.

Inutile ricordare l’effetto negativo delle buste di plastica sull’ambiente, considerando anche che ogni busta puo’ impiegare fino a 1000 anni per decomporsi.
Nel 2002 sono state prodotte dai 4 ai 5 mila miliardi di buste di plastica in tutto il mondo – inclusi i sacchi per l’immondizia, le spesse buste per lo shopping e le buste per la spesa (dal report Worldwatch Institute’s State of the World 2004). Circa 80% di queste sporte sono state utilizzate nel Nord America e nell’Europa Occidentale.

Oltre a divieti e tassazioni, vari Paesi si stanno organizzando via via con metodi alternativi, tra cui la produzione di sacchetti biodegradabili, sacchetti fatti con materiale di riciclo e il riciclo stesso dei sacchetti, che a prima vista non e’ conveniente dal punto di vista economico, ma si stima che a lungo termine una tonnellata di buste di plastica riciclate possa risparmiare fino a 11 barili di petrolio.

Insomma, e’ arrivata anche la Cina… e l’Italia? Mentre il Governo arranca per sopravviere, com’e’ possibile sperare in svolte ecologiche e scelte coraggiose che ci rendano orgogliosi di essere italiani?

Scritto da Virginia Tarozzi

3 comments 24 Gennaio 2008

Shopping Natalizio per salvare il mondo

Christmas Panic

Ecco a voi sette semplici passi che possono trasformare il vostro Natale in un momento ancora più speciale:

1- Ovviamente Equosolidale!
Quando trovi un vero e proprio affare in un negozio di abbigliamento, sei sicuro che il basso prezzo non sia garantito dall’alto prezzo pagato dai lavoratori del Terzo Mondo?
Scegliere prodotti equosolidali assicura ai lavoratori del Sud del Mondo un salario equo, che permetta loro di vivere, di dare un tetto e cibo alla propria famiglia, di mandare i bambini a scuola. Oggi il commercio Equo e solidale non è più limitato a tè e caffè, ma si può riconoscere il logo Fairtrade su una gamma molto ampia di prodotti: dal vino, alla frutta secca, riso e cotone.
Solidarietà Impegno durante il periodo natalizio vende anche prodotti di artigianato: vuoi sapere dove e quando?

2- Il Buono, il Brutto, il Cattivo
Se non ti è chiaro quali sono le aziende “verdi”, quelle che adottano un comportamento etico, puoi contare su alcune fonti di informazione che classificano le imprese sulla base di categorie come ecologismo, questioni legate al lavoro, attività politica, diritti degli animali, sostenibilità. Vi consigliamo:

3 – Riciclo e seconda mano
Vestire “vintage chic” non è solo sempre di moda, ma è anche quanto di più etico si possa fare per il nostro pianeta. Ed è tendenzialmente economico. Dai mobili fino ai vestiti, ci sono organizzazioni nonprofit, parrocchie e negozi che ricevono, risistemano e rimescolano materiale di seconda mano per rivenderlo al pubblico.
A Bazzano il famoso “Pellicano”, a Bologna Cosedaltrecase, Tantecose, Mercatopoli

4 – Viva il mercato
Negli ultimi anni c’è stata una vera e propria esplosione dei mercati agro-alimentari in tutto il territorio italiano. Non ultimo, il Mercato delle Cose Buone della valle del Samoggia. Vi si possono trovare frutta e verdura biologica, marmellate fatte in casa, formaggi incredibilmente odoranti, salumi e sottaceti di ogni genere. A chi non piacerebbe una bella cesta di leccornie?

5 – Investire nel profitto. Eticamente.
Dai un’occhiata ai fondi etici – assicurati che i tuoi risparmi non siano investiti in fondi socialmente irresponsabili o in aziende non etiche, che si occupano ad esempio di commercio di armi, tabacco, etc. Oggi la maggior parte delle istituzioni finanziarie offrono opzioni “etiche”. Anche il denaro vero e proprio sta migliorando il pianeta: in luglio la Dutch National Bank la lanciato la prima banconota prodotta con cotone equosolidale.

6 – Fai un regalo solidale
Compra un vaccino a nome dell’amico o parente a cui vuoi fare un regalo e mandalo dove c’è più bisogno. Puoi scegliere tra tantissimi regali diversi sul sito di Unicef (Regali per la vita) o sul sito di Save The Children (Lista dei Desideri) o sul sito della tua associazione preferita… è probabile che abbia pensato a qualcosa per Natale!

7 – Consuma meno
E’ semplice.

Scritto da Virginia Tarozzi

Add comment 11 Dicembre 2007

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Chi Siamo

Solidarietà Impegno è un'associazione di giovani che si impegnano per un mondo più equo, un consumo consapevole e un'economia sostenibile. Lo fanno attraverso varie attività: promozione del commercio equo e solidale, organizzazione di convegni ed eventi, partecipazione a campagne di sensibilizzazione sulle varie tematiche della sostenibilità.

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