Posts filed under 'Notizie di interesse'

La rivincita del vento

 

Una buona notizia: nel 2007 gli impianti eolici a livello globale hanno prodotto più elettricità degli impianti nucleari. E si tratta di un trend in aumento.
Si può dire che tra il 2008 e il 2012 impianti solari ed eolici contribuiranno alla diminuzione delle emissioni serra sarà almeno 4 volte superiore al contributo netto prodotto dalle centrali nucleari costruite nello stesso periodo.

In parte questo si deve alla crescente attenzione degli USA nei confronti di queste tematiche (il 30 per cento di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 negli Usa viene dal vento) ma anche da paesi come

  • la Danimarca (21 per cento di elettricità dall’eolico),
  • la Spagna (12 per cento),
  • il Portogallo (9 per cento),
  • la Germania (7 per cento).

La domanda sorge spontanea… e l’Italia??

Scritto da Virginia Tarozzi sulla base di un’articolo di Repubblica.it di A.Cianciullo

Add comment 24 Maggio 2008

22 Aprile – Earth Day: una riflessione

http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Terra

Cina:
- Amo la Giornata per la Terra…
- … abbiamo prodotto 350.000 magliette Earth Day, 10.950.000 sticker per l’automobile, 9.800.000.000 biglietti d’auguri…

Add comment 23 Aprile 2008

Un commercio meno Equo e meno Solidale

Against EPAs

Forse vi ricordate i due post precedenti sugli EPA – Economic Partnership Agreements (Partner per Forza e L’UE, che dà con una mano e toglie con l’altra), nei quali si descrivevano gli effetti potenzialmente devastanti di questi accordi commerciali per i Paesi in via di sviluppo.

Alla fine L’UE ha vinto: sotto le forti pressioni da parte dell’Unione Europea e la minaccia di imporre alte tassazioni sulle importazioni, alla fine i Paesi dei Caraibi hanno firmato e molte delle nazioni dell’Africa e del Pacifico hanno accettato in forma provvisoria. Meglio dire che non avevano scelta: ad esempio, se il Kenya non avesse firmato, la tariffa sulle importazioni di pesce e prodotti agricoli in Europa sarebbe aumentata del 15%, con una perdita immediata di 1miliardo di dollari sulle esportazioni annuali.

In breve: Come sono questi accordi?

Gli accordi variano da paese a paese, ma al cuore di ognuno c’e’ la volonta’ di eliminare la maggior parte delle tasse sulle esportazioni dall’Europa a questi paesi. Alcuni di questi accordi inoltre contengono altri benefici relativi alla definizione di standard e alla proprieta’ intellettuale a favore delle aziende europee o relativi all’apertura nei confronti del mercato dei servizi.

Gli EPA costringeranno i Paesi in via di sviluppo:

  • ad aprire i propri mercati a prodotti economici e finanziati dall’UE, particolarmente nei prossimi 10-15 anni.
  • non usare tariffe agevolate in aiuto di nuove industrie locali.

I governi di questi paesi potranno contare su molte meno entrate, e i conseguenti tagli alle spese dello Stato riguarderanno soprattutto scuola e sistema sanitario.

L’approccio adottato dai negoziatori dell’UE e’ stato cinico e poco onesto. Una presa in giro, anche perche’ gli EPA erano nati proprio con lo scopo di agevolare lo sviluppo dei paesi del Sud del mondo. Con la scusa che nuovi accordi erano necessari sotto l’ombrello del WTO, si sono spinti oltre quanto richiesto senza alcuna consultazione.

Chi ha firmato gli accordi?

32 Paesi in Africa, nel Pacifico e nei Caraibi. 44 Paesi si sono rifiutati.

Scritto da Virginia Tarozzi

2 comments 5 Marzo 2008

25 Febbraio – Giornata della Lentezza

Vivere con lentezza

Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo, perché andare a piedi è sfogliare il libro e invece correre è guardarne soltanto la copertina.

Bisogna essere lenti, amare le soste, guardare il cammino fatto, imparare a star da sé e imparare in silenzio, ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani.

Andare lenti è dare nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce, trovare una panchina, portarsi dentro i propri pensieri lasciandoli affiorare a seconda della strada.

Andare lenti è andare col vento di una barca e zigzagare per andare dritti.
Andar lenti sono le stazioni intermedie, i capistazione, i bagagli antichi, la ghiaia e i piccoli giardini, i passaggi a livello con gente che aspetta.

Andare lenti è rispettare il tempo, abitarlo con poche cose di grande valore con desideri immensi sigillati nel cuore.
Andare lenti è ruminare, imitare lo sguardo infinito dei buoi, l’attesa paziente dei cani, sapersi riempire la giornata con un tramonto, pane e olio.

Andare lenti vuol dire avere un grande armadio per tutti i sogni, con grandi racconti per piccoli viaggiatori, la scomparsa della folla variopinta delle merci e il tornar grandi delle cose necessarie.

Andare lenti significa poter scendere senza farsi male, non annegarsi nelle emozioni industriali, ma essere fedeli a tutti i sensi, assaggiare con il corpo la terra che attraversiamo.
Andare lenti vuol dire ringraziare il mondo. C’è più vita in dieci chilometri lenti a piedi che in una rotta transoceanica che ti affoga nella tua solitudine progettante.
Si ospitano più altri quando si guarda un cane, un’uscita di scuola, un affacciarsi al balcone, quando in una sosta buia si osserva giocare a carte, che in un volare, internettare, messaggiare, fare zapping.

Il pensiero lento è l’unico pensiero, l’altro è il pensiero che serve a far funzionare la macchina, che ne aumenta la velocità, che si illude di poterlo fare all’infinito.

Sintesi- estratto da “Il pensiero meridiano” di Franco Cassano, Bari; Laterza, 1996

4 comments 26 Febbraio 2008

Raccolta differenziata porta-a-porta, dove sei???

Termovalorizzatori in Val Padana

La mappa qui sopra, che riportiamo da un articolo di beppegrillo.it, rappresenta la concentrazione di inceneritori in Val Padana… e non è molto rassicurante. Ma perchè gli inceneritori rappresentano un pericolo per noi tutti? Perchè la raccolta differenziata è la soluzione a molti dei nostri mali?

Inceneritori, perché NO

  1. L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine.
  2. L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti.
  3. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze:
    - le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche;
    - i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso;
    - l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare.
  4. Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti.
  5. Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici.
  6. Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti.
  7. In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo.
  8. I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti.

Soluzioni? Riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclaggio e bioessicazione

  1. Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%).
  2. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale.
  3. Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato.
  4. Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata, senza bruciarla, in impianti di bioessicazione.
  5. In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
    - il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato;
    - il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare;
    - il riciclaggio della plastica è conveniente: occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica.
  6. La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione.
    Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari.
  7. Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato.

Scritto da Virginia Tarozzi – Tratto da beppegrillo.it

2 comments 8 Febbraio 2008

Plastica Cinese

Plastica Cinese

La repressione cinese sulle buste di plastica di inizio gennaio ha colto tutti di sorpresa: una buona sorpresa. La Cina dunque, dal 1 giugno 2008, proibira’ la produzione di buste ultra-sottili (oltre i 0.025mm) e ne vietera’ a supermercati e negozi la distribuzione gatuita.
La Cina si aggiunge cosi’ alla lista di quei paesi e regioni che da San Francisco al Sud Africa utilizzano le tasse e altre forme di regolamentazione per ridurre la presenza ubiquitaria dei sacchetti di plastica.

Inutile ricordare l’effetto negativo delle buste di plastica sull’ambiente, considerando anche che ogni busta puo’ impiegare fino a 1000 anni per decomporsi.
Nel 2002 sono state prodotte dai 4 ai 5 mila miliardi di buste di plastica in tutto il mondo – inclusi i sacchi per l’immondizia, le spesse buste per lo shopping e le buste per la spesa (dal report Worldwatch Institute’s State of the World 2004). Circa 80% di queste sporte sono state utilizzate nel Nord America e nell’Europa Occidentale.

Oltre a divieti e tassazioni, vari Paesi si stanno organizzando via via con metodi alternativi, tra cui la produzione di sacchetti biodegradabili, sacchetti fatti con materiale di riciclo e il riciclo stesso dei sacchetti, che a prima vista non e’ conveniente dal punto di vista economico, ma si stima che a lungo termine una tonnellata di buste di plastica riciclate possa risparmiare fino a 11 barili di petrolio.

Insomma, e’ arrivata anche la Cina… e l’Italia? Mentre il Governo arranca per sopravviere, com’e’ possibile sperare in svolte ecologiche e scelte coraggiose che ci rendano orgogliosi di essere italiani?

Scritto da Virginia Tarozzi

3 comments 24 Gennaio 2008

Imprese, politici, camorra e i rifiuti di Napoli

Pattume Natalizio

Di chi è la colpa?
Se non siete ancora riusciti ad arrivare ad una risposta logica alla crisi dei rifiuti che ogni 6 mesi si ripete nel sud del nostro Paese e che silenziosamente uccide per mano del cancro a pancreas e polmoni, vi consiglio di leggere questo articolo scritto da Roberto Saviano (autore di Gomorra) su La Repubblica (05/01/08). Prenderà 10 minuti del vostro tempo ma aprirà i vostri occhi su prospettive impensabili…

È un territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione. Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo. Vivere senza dovere avere l’ossessione di emigrare o di arruolarsi.

E’ una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all’opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi.

Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Gli ultimi dati pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%. (continua…)

3 comments 9 Gennaio 2008

Occhi nuovi per guardare il mondo…

map.gif

E questo cos’è? Dov’è finito il mondo che tutti siamo abituati a vedere?
La carta che vedete sopra, è rappresentata con la cosiddetta “Proiezione Peters”. Vediamo meglio in cosa consiste…

Tutti sappiamo che l’unica rappresentazione fedele della superficie terrestre è il mappamondo, e i problemi (grossi!) vengono al momento della necessità di rappresentare il globo su una superficie piana. Per fare questo sono state studiate tante formule matematiche molto complesse (“proiezioni”) che consentono, pur con deformazioni più o meno marcate, di rappresentare la terra in maniera abbastanza fedele. La più famosa e utilizzata di queste risale, con poche modifiche successive, al 1569 e all’inventiva del cartografo fiammingo Gerard Kremer, il cui nome latino (Mercatore), passerà alla storia per la “Proiezione Mercatore”.
Come dicevamo prima, in una mappa le deformazioni sono inevitabili, ma in ogni proiezione, l’ideatore sceglie cosa deformare: in particolare, o le superfici o gli angoli di incidenza di paralleli e meridiani devono non essere esatti.
Nella rappresentazione di Mercatore, tutt’ora la più utilizzata, l’autore ha deciso di “sacrificare” la fedeltà di superficie alla completa isogonia: scelta necessaria per la navigazione e per il calcolo delle rotte! Inoltre l’Europa si trova nel centro ottico della mappa e l’equatore è spostata in basso, tanto che 2/3 della carta sono occupati dall’emisfero boreale… il tutto è espressione di una mentalità eurocentrica e coloniale di cui non possiamo stupirci nel XVI secolo!

mercatore2.jpg

Però ora bisognerebbe avere il coraggio di ammettere la parzialità di una certa visione e affiancare a questa proposte nuove che tengono conto degli esatti rapporti di superficie tra le masse continentali e i vari Paesi. Questo fa la proiezione ideata da Arno Peters (1916-2002).
Nella sua mappa, che trovate all’inizio, le deformità non vengono annullate, ma vengono equamente distribuite in tutti i continenti e quello che si ottiene è una perfetta equità (sia cartografica, sia culturale!) tra i continenti e gli stati.
Facciamo solo due esempi: l’Europa ha una superficie complessiva di 9,7 milioni di kmq, e nella proiezione di Mercatore appare simile all’America del Sud, ma questa ha una superficie totale di 17,8 milioni di kmq (il doppio!); stessa cosa nel caso dell’America del Nord (19 milioni di kmq) che appare più grande dell’Africa (30 milioni di kmq). E così via… per non parlare della Groenlandia!

Ora ci chiediamo: non sarebbe bello che le scuole cominciassero ad adottare anche cartine di questo tipo? La proiezione di Mercatore è ormai nella mente di tutti, ma non sarebbe bello che i nostri bambini crescessero con una visione culturalmente diversa del globo terrestre?
Non potrebbe essere la carta di Peters uno strumento indispensabile per una corretta visione del mondo, sulla linea del rispetto fondamentale dei diritti di ogni popolo, per educare alla mondialità e all’intercultura?

2 comments 1 Dicembre 2007

Oltre il Muro, un appuntamento per stasera

Oltre il Muro

Dove: Bazzano (Rocca dei Bentivoglio)
Quando: giovedì 29 nov 2007, alle 19 – Ingresso libero
Info: 349 6608811 – info@solidarietaimpegno.org

Scarica il volantino dell’evento ‘Oltre il Muro’

Solidarietà Impegno, in collaborazione con la sezione bolognese di Amnesty International, organizza una serata a tema sul conflitto israeliano-palestinese a sessant’anni dalla risoluzione 181 dell’ONU sulla spartizione della Palestina.

  • Alle 19, proiezione del documentario “Il muro di ferro”, sulle drammatiche conseguenze della costruzione del muro di separazione tra Israele e la West Bank.
  • Alle 20.45, incontro con: Marcella Emiliani, mediorientalista e africanista, docente dell’Università di Bologna; Sonia Nobile, responsabile dell’area mediorientale per Amnesty; Jamil Gharaba, medico della Mezzaluna Rossa e membro dell’associazione israeliano-palestinese Zeit wa Za’atar.

10 comments 29 Novembre 2007

Partner per Forza

Partner per Forza

Le battaglie del commercio equo e solidale non si combattono solo nel piccolo, come facciamo noi di Solidarietà Impegno, ma sono al centro delle grandi decisioni a livello internazionale. Intendiamo dunque tenervi aggiornati sugli ultimi sviluppi (leggi il post del 18 ottobre 07 sull’argomento).

Siamo ormai alle battute conclusive, dopo 5 anni di negoziato, per quegli accordi di partnership economica (EPA) che l’Europa ha sempre sbandierato come il miglior strumento per portare sviluppo nelle ex colonie: gli EPA nascono infatti come forme di accesso agevolato per la vendita dei prodotti all’interno dei mercati europei, ma si stanno trasformando in un’ulteriore forma di sfruttamento dei Paesi in via di Sviluppo a vantaggio dell’UE.
Fino al mese scorso, la posizione europea sembrava non ammettere alcuna alternativa ai 76 paesi che sono coinvolti nei negoziati con l’UE: firmare subito (entro novembre) le bozze proposte dall’Europa o perdere le preferenze doganali in vigore. Ma dopo la presa di posizione del 5 ottobre da parte dei ministri del blocco dei paesi dell’Africa Occidentale che ha rifiutato questo diktat, la posizione europea aveva subito una revisione.

I paesi ACP (America centrale, Caraibi e Pacifico), sotto ricatto, sembrano invece intenzionati a firmare per mantenere preferenze doganali, ma in cambio dovranno liberalizzare le importazioni, aprendo i loro fragili mercati all’esterno e subendo la consueta terapia degli shock, senza neppure avere quegli ammortizzatori che gli EPA in forma originale avrebbero teoricamente dovuto contenere.

A questo punto si può solo sperare:

  • che la WTO (organizzazione mondiale del commercio) conceda a UE e ACP una deroga per continuare i negoziati
  • che UE e ACP insieme agissero in sede WTO per eliminare le regole inique del commercio internazionale, risolvendo così alla radice il problema delle discriminazione fra Paesi in via di sviluppo

E’ necessario riportare il tema del commercio nella giusta direzione, quella di aiutare la gente a vivere dignitosamente. Senza contare che come Unione Europea eviteremmo la miserabile figura che stiamo facendo agli occhi dell’Africa e di chi guarda questo mondo cercando di renderlo piu’ abitabile da tutti.

PS: questo articolo è palesemente tratto da un articolo uscito il 13 novembre su Tradewatch. L’ho riassunto, nella speranza che così venga letto… spero che Tradewatch non se la prenda a male. L’articolo originale è scritto da Roberto Meregalli (“Beati i costruttori di pace”, Campagna “L’Africa non è in vendita!”). Per leggerlo clicca qui.

2 comments 27 Novembre 2007

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Solidarietà Impegno è un'associazione di giovani che si impegnano per un mondo più equo, un consumo consapevole e un'economia sostenibile. Lo fanno attraverso varie attività: promozione del commercio equo e solidale, organizzazione di convegni ed eventi, partecipazione a campagne di sensibilizzazione sulle varie tematiche della sostenibilità.

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