Posts filed under 'Commercio Equo e Solidale'

Quando il web incentiva il dibattito…

Pubblico di seguito un commento che abbiamo appena ricevuto sul nostro blog, da parte di Giorgio dal Fiume, ex presidente di CTM altromercato, in risposta ad alcuni dei dubbi che avevamo sollevato sulla PdL sul Commercio Equosolidale presentata in Parlamento a Luglio 2007:

Cari/e amici/e di “Solidarietà Impegno”, volevo davvero farvi i complimenti per il vostro bel ed aggiornato sito: cercando su Google articioli relativi a “Agrofair Europe” il primo sito segnalato era il vostro (e le info contenute perfette)!

Mi chiamo Giorgio Dal Fiume, e per quasi 10 anni sono stato, fino al novembre 2007, il presidente di Ctm altromercato. Tuttora collaboro a tempo pieno con questa organizzazione, ed in particolare mi occupo dei temi internazionali del Fair Trade. In quest’ambito uno dei temi più caldi e complessi, nel quale si registrano anche le maggiori divergenze all’interno del Fair Trade internazionale, è proprio quello relativo al riconoscimento istituzionale del commercio equo, e quindi alle modaiità tramite le quali accreditare le organizzazioni e certificare i criteri Fair Trade. Insomma, posso rassicurarvi – avendo anche seguito da vicino la predisposizione della proposta di Legge italiana sul commercio equo, che non c’è alcuna volontà di creare oligopoli o rendite di posizione. Ma data la complessità del tema, dubbi e domande, quali le vostre, sono assolutamente legittimi. E allora, siccome io sono di Bologna, perché non approfittiamo del vostro interesse ed energia, e della vicinanza geografica, per incontrarci? Mi piacerebbe ascoltare meglio i vostri dubbi e riflessioni, e dare – se posso – qualche info. Assolutamente non per “fare propaganda”. Io posso trovare una sera libera, se voi lo gradite. Un cordiale saluto ed ancora complimenti, Giorgio Dal Fiume

A nome di tutta l’organizzazione ringrazio per i complimenti e per la disponibilita’ ad incontrarci e lascio la risposta al nostro presidente, Giacomo Zaccherini, e agli altri membri di Solidarieta’ Impegno.

Virginia Tarozzi

Add comment 1 Maggio 2008

Un commercio meno Equo e meno Solidale

Against EPAs

Forse vi ricordate i due post precedenti sugli EPA – Economic Partnership Agreements (Partner per Forza e L’UE, che dà con una mano e toglie con l’altra), nei quali si descrivevano gli effetti potenzialmente devastanti di questi accordi commerciali per i Paesi in via di sviluppo.

Alla fine L’UE ha vinto: sotto le forti pressioni da parte dell’Unione Europea e la minaccia di imporre alte tassazioni sulle importazioni, alla fine i Paesi dei Caraibi hanno firmato e molte delle nazioni dell’Africa e del Pacifico hanno accettato in forma provvisoria. Meglio dire che non avevano scelta: ad esempio, se il Kenya non avesse firmato, la tariffa sulle importazioni di pesce e prodotti agricoli in Europa sarebbe aumentata del 15%, con una perdita immediata di 1miliardo di dollari sulle esportazioni annuali.

In breve: Come sono questi accordi?

Gli accordi variano da paese a paese, ma al cuore di ognuno c’e’ la volonta’ di eliminare la maggior parte delle tasse sulle esportazioni dall’Europa a questi paesi. Alcuni di questi accordi inoltre contengono altri benefici relativi alla definizione di standard e alla proprieta’ intellettuale a favore delle aziende europee o relativi all’apertura nei confronti del mercato dei servizi.

Gli EPA costringeranno i Paesi in via di sviluppo:

  • ad aprire i propri mercati a prodotti economici e finanziati dall’UE, particolarmente nei prossimi 10-15 anni.
  • non usare tariffe agevolate in aiuto di nuove industrie locali.

I governi di questi paesi potranno contare su molte meno entrate, e i conseguenti tagli alle spese dello Stato riguarderanno soprattutto scuola e sistema sanitario.

L’approccio adottato dai negoziatori dell’UE e’ stato cinico e poco onesto. Una presa in giro, anche perche’ gli EPA erano nati proprio con lo scopo di agevolare lo sviluppo dei paesi del Sud del mondo. Con la scusa che nuovi accordi erano necessari sotto l’ombrello del WTO, si sono spinti oltre quanto richiesto senza alcuna consultazione.

Chi ha firmato gli accordi?

32 Paesi in Africa, nel Pacifico e nei Caraibi. 44 Paesi si sono rifiutati.

Scritto da Virginia Tarozzi

2 comments 5 Marzo 2008

Per S. Valentino regala rose equosolidali, dal Kenya

Fair trade Valentine’s Day

I progetti di commercio equo non si arrestano in Kenya, nonostante la difficile situazione che sta attraversando il paese. Riporto da Vita:

“Le difficolta’ nelle comunicazioni interne stanno ostacolando il lavoro dei produttori di Oserian, Liki Farm, Ravine e Longonot, localizzati in diverse zone del paese, che tuttavia non si ferma. Continuano infatti ad arrivare in Italia le loro rose in Italia distribuite dai supermercati Coop, a marchio Solidal, e Pam con il brand di Flora Toscana.

Acquistare le rose equosolidali per un regalo speciale a San Valentino, spiega una nota di Fairtrade Italia, non significa solo continuare a dare opportunita’ di mercato a questi produttori, ma preservarli da condizioni di lavoro difficili.

Il Kenya e’ uno dei paesi piu’ coinvolti nell’esportazione di questo bellissimo fiore, per il basso costo della manodopera e per l’assenza di controlli negli ambienti di lavoro. Questo tipo di produzione puo’ richiedere infatti ottanta passaggi chimici durante il ciclo e molti lavoratori sono privi di contratto, con stipendi iniqui, lavorano fino a 20 ore al giorno e non utilizzano alcuna protezione mentre impiegano i pesticidi.

Le piantagioni in cui lavorano le organizzazioni equosolidali sono state scelte sia per le tecniche colturali utilizzate che per il rispetto degli standard SA 8000. I fiori vengono coltivati infatti impiegando la coltura idroponica, in substrati a circolo chiuso che consentono la razionalizzazione dell’acqua e dei fertilizzanti impiegati. I lavoratori sono pagati il doppio rispetto al minimo legale e hanno la garanzia di contratti di lavoro a tempo indeterminato, un contributo per la casa e la possibilita’ di organizzarsi in sindacati. Sono inoltre a disposizione un ambulatorio e scuole gratuite per i bambini. Le rose equosolidali certificate Fairtrade sono disponibili in mazzi da 9, stelo 40 cm, in quattro varianti di colore: rosso passione, rosa giovinezza/amore appena nato, arancio gioia/allegria e bianco purezza/innocenza.”

Scritto da Virginia Tarozzi

Add comment 13 Febbraio 2008

Partner per Forza

Partner per Forza

Le battaglie del commercio equo e solidale non si combattono solo nel piccolo, come facciamo noi di Solidarietà Impegno, ma sono al centro delle grandi decisioni a livello internazionale. Intendiamo dunque tenervi aggiornati sugli ultimi sviluppi (leggi il post del 18 ottobre 07 sull’argomento).

Siamo ormai alle battute conclusive, dopo 5 anni di negoziato, per quegli accordi di partnership economica (EPA) che l’Europa ha sempre sbandierato come il miglior strumento per portare sviluppo nelle ex colonie: gli EPA nascono infatti come forme di accesso agevolato per la vendita dei prodotti all’interno dei mercati europei, ma si stanno trasformando in un’ulteriore forma di sfruttamento dei Paesi in via di Sviluppo a vantaggio dell’UE.
Fino al mese scorso, la posizione europea sembrava non ammettere alcuna alternativa ai 76 paesi che sono coinvolti nei negoziati con l’UE: firmare subito (entro novembre) le bozze proposte dall’Europa o perdere le preferenze doganali in vigore. Ma dopo la presa di posizione del 5 ottobre da parte dei ministri del blocco dei paesi dell’Africa Occidentale che ha rifiutato questo diktat, la posizione europea aveva subito una revisione.

I paesi ACP (America centrale, Caraibi e Pacifico), sotto ricatto, sembrano invece intenzionati a firmare per mantenere preferenze doganali, ma in cambio dovranno liberalizzare le importazioni, aprendo i loro fragili mercati all’esterno e subendo la consueta terapia degli shock, senza neppure avere quegli ammortizzatori che gli EPA in forma originale avrebbero teoricamente dovuto contenere.

A questo punto si può solo sperare:

  • che la WTO (organizzazione mondiale del commercio) conceda a UE e ACP una deroga per continuare i negoziati
  • che UE e ACP insieme agissero in sede WTO per eliminare le regole inique del commercio internazionale, risolvendo così alla radice il problema delle discriminazione fra Paesi in via di sviluppo

E’ necessario riportare il tema del commercio nella giusta direzione, quella di aiutare la gente a vivere dignitosamente. Senza contare che come Unione Europea eviteremmo la miserabile figura che stiamo facendo agli occhi dell’Africa e di chi guarda questo mondo cercando di renderlo piu’ abitabile da tutti.

PS: questo articolo è palesemente tratto da un articolo uscito il 13 novembre su Tradewatch. L’ho riassunto, nella speranza che così venga letto… spero che Tradewatch non se la prenda a male. L’articolo originale è scritto da Roberto Meregalli (“Beati i costruttori di pace”, Campagna “L’Africa non è in vendita!”). Per leggerlo clicca qui.

2 comments 27 Novembre 2007

A ottobre: “Io faccio la spesa giusta”

Io faccio la spesa giusta

Da sabato 13 al 21 ottobre la “4° edizione della settimana nazionale per il commercio equosolidale” organizzata da Transfair, marchio di certificazione dei prodotti equosolidali.

“La mobilitazione nazionale per il commercio equo e solidale”, si legge in un comunicato di Transfair, “coinvolgerà 3000 supermercati in tutta Italia (grande distribuzione ma anche negozi del dettaglio biologico), le Librerie Feltrinelli e le sedi di Banca Etica.

Per tutta la durata della manifestazione, sono previsti momenti di promozione e di informazione presso gli stessi punti vendita (le insegne coinvolte saranno Auchan, Carrefour, Conad, Crai, Coop, Naturasì, B’io), incontri culturali (nelle Feltrinelli di Roma, Milano, Firenze e Bologna), incontri con l’autore, colazioni ed aperitivi all’insegna del commercio equo (“Equobank” presso le filiali di Banca Etica a Palermo, Firenze, Padova, Mantova), serate di sensibilizzazione che ospiteranno alcuni produttori presenti durante la settimana equa. Saranno infatti in Italia Santiago Paz Lopez di Cepicafè, organizzazione peruviana che produce caffè e zucchero equosolidale e Sarath Ranaweera di Biofoods (Sri Lanka), azienda impegnata nella coltivazione del tè Fairtrade.”

A Bologna, in particolare:

Giovedì 18 ottobre – Libreria Feltrinelli, ore 17.30: Bologna
“La via del tè. Incontri in libreria con i produttori del commercio equo” con Sarath Ranaweera di Biofoods (Sri Lanka), Carlo Testini di Fairtrade Italia e Simone Paltrinieri di Commercio Alternativo. Segue degustazione guidata del tè equosolidale. Presso La Feltrinelli di piazza Galvani.

8 comments 8 Ottobre 2007

Ctm Altromercato e la FRUTTA: nasce Ctm Agrofair

Fruit stand

Nasce una nuova società di distribuzione equa e solidale che si focalizza nel settore della frutta tropicale: è Ctm Agro Fair Italia, costituita nel 2004 dalla collaborazione di Ctm Altromercato e di Agrofair Europe, il maggior importatore europeo di frutta fresca fair trade (sede in Olanda).

Tutti conosciamo Ctm Altromercato, la maggiore organizzazione italiana di commercio equo e solidale. Pochi conoscono Agrofair Europe.

Nata nel 1996 con l’obiettivo di creare una filiera integrata dedicata alla frutta equo e solidale, Agrofair ha una caratteristica unica: è posseduta al 50% dalle stesse organizzazioni di coltivatori del Sud del Mondo e al 50% da ONG europee. Agrofair acquista direttamente dai propri produttori, garantisce prezzi equi e volumi costanti per tutto l’anno; si occupa delle operazioni di assistenza tecnica ai produttori, sviluppo e controllo qualità, nonchè dello svolgimento delle operazioni logistiche di importazione.

Ma perchè si è deciso di fondare il nuovo consorzio Ctm Agrofair Italia?

Heini Grandi, fondatore di Ctm altromercato ed attuale direttore di Ctm Agrofair così descrive come è nata Ctm Agrofair:

“La nascita di Ctm Agrofair è il risultato di un percorso iniziato nel 2000. Ci eravamo resi conto fin da allora che da soli – in quanto Ctm altromercato – era quasi impossibile importare banane; per la complessità del mercato dei prodotti freschi, di cui non avevamo esperienza per la questione delle licenze; per le difficoltà logistiche (trasporto con navi). Cercavamo un partner, e sapevamo che Agrofair era interessata al mercato italiano. Abbiamo dunque deciso di iniziare insieme questa sfida.”

E’ proprio per gestire questa complessità del mercato del fresco che nel 2004 il consorzio Ctm altromercato ha deciso, con il consenso dei propri soci le Botteghe del Mondo, di creare una società partecipata al 50 % da CTM e al 50 % da Agrofair Europe: Ctm Agrofair Italia srl.

Add comment 25 Settembre 2007

Diamo i numeri

Numbers

Un po’ di dati provenienti dalla Flo, il coordinamento internazionale dei marchi di garanzia del commercio equo e solidale e riferiti al 2006:

  • I consumatori di tutto il mondo hanno speso 1.6 milioni di euro per l’acquisto di prodotti a marchio Fairtrade: un aumento del 41% rispetto all’anno precedente.
  • Tale aumento ha portato dei vantaggi a oltre 1milione e 400mila produttori e lavoratori del sud del mondo.
  • I prodotti che hanno conosciuto la crescita maggiore sono il cacao, che è aumentato del 93%, il caffè del 53%, il te del 41%, le banane del 31%, e il cotone del 50%.
  • Il numero dei licenziatari (aziende che vendono il prodotto confezionato con marchio Fairtrade) nel 2006 è passato da 1514 a 1954, con una particolare dedizione da parte di alcune aziende nel supporto del commercio equo e solidale.

Questi sono i Paesi più attivi nel Commercio Equo e Solidale:

(continua…)

Add comment 6 Settembre 2007

Testo completo della proposta di legge sul Commercio Equosolidale

La “Bassa”

Finalmente riusciamo a fornirvi il testo completo della legge sul commercio equosolidale… noi ce la stiamo studiando, per sconfermare i dubbi esposti nel precedente post. Poi vi faremo sapere. Se intanto volete darci un’occhiata (e un parere) noi siamo ben felici!

Potete scaricare il file di seguito (4 pag.): PdL Commercio Equosolidale.

Foto di Buferanera sotto licenza Creative Commons

Add comment 25 Luglio 2007

La prima proposta di legge in Europa sul commercio equosolidale. Una garanzia per tutti?

Tutti in fila come le pecore??? 

Qualche giorno fa nelle aule di Camera e Senato è arrivata la nuova proposta di legge in materia di commercio equosolidale, che mira a regolamentare l’intero settore. La proposta di legge, presentata dall’AIES (Ass. Interparlamentare Equosolidale), ha coinvolto diverse voci: Agices, Associazione Botteghe del Mondo e Fairtrade TransFair Italia, il marchio di certificazione dei prodotti, di cui abbiamo già parlato in questo post.

La proposta:

  • Stabilisce una definizione di commercio equo e di prezzo equo,
  • Introduce nuove definizioni e nuovi soggetti giuridici (ad esempio, la filiera integrale del commercio equo e solidale, l’Albo delle organizzazioni, il Registro della filiera integrale del commercio equo e solidale, l’Autorità del commercio equo e solidale),
  • Prevede una serie di benefici economici di cui possono godere gli iscritti all’Albo per iniziative culturali, nel campo della cooperazione e della formazione, per infrastrutture, per la copertura di parte degli oneri sociali dei lavoratori e dei soci.

Insomma, a prima vista un’iniziativa senz’altro positiva strutturata per tutelare non solo le organizzazioni di commercio equo che operano da anni in questo settore, ma anche gli stessi consumatori che avranno la possibilità di riconoscere finalmente un prodotto garantito.

Lasciateci però un certo margine di dubbio… 

L’unica parte della proposta che può suscitare perplessità riguarda proprio la creazione di Albi e Registri. Essi infatti tutelano largamente le organizzazioni di CEES già esistenti, ma forse porranno molti limiti e paletti alle organizzazioni che vorranno far parte di questo ramo del commercio.

In fondo il la bellezza del commercio equo e solidale in Italia sta anche nella ventata di freschezza che ha saputo portare: la bontà di un marchio rispetto ad un altro viene oggi stabilita in base alla capacità di dimostrare con le azioni concrete la possibilità di cambiare il mondo, e non con l’appartenenza ad un albo o registro. E poi, non era sufficiente la garanzia di fairtrade? Oppure, non bastava l’Autorità per il CEES?

Non è che in questo modo si andrà a creare un nuovo tipo di oligopolio? Non è che in questo caso l’italia si contraddistinguerà con un nuovo primato negativo?

La materia è ovviamente complicata. Vi chiediamo perciò di dire la vostra in merito e, eventualmente, provare che in realtà questa proposta di legge sia la cosa migliore per noi tutti.

Foto di Eti 2811962 sotto licenza Creative Commons

10 comments 21 Luglio 2007

Un diverso mercato… MercatoDiverso!

Mercato diverso Bologna

A Mercato Diverso, la prima fiera dell’economia solidale della provincia di Bologna, due giorni dedicati a chiunque abbia voglia di cambiare il mondo a partire dalle abitudini quotidiane.

 22-23 Settembre 2007
Parco del Dopolavoro ferroviario
via Sebastiano Serlio 25

Nel volantino che potete scaricare QUI, tutte le informazioni (anche, per chi vuole, per fare volontariato e/o partecipare all’organizzazione dell’evento).

Solidarietà Impegno ovviamente organizzerà una bella gita in occasione dell’evento. Chi viene????

Add comment 19 Luglio 2007

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Solidarietà Impegno è un'associazione di giovani che si impegnano per un mondo più equo, un consumo consapevole e un'economia sostenibile. Lo fanno attraverso varie attività: promozione del commercio equo e solidale, organizzazione di convegni ed eventi, partecipazione a campagne di sensibilizzazione sulle varie tematiche della sostenibilità.

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