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Un commercio meno Equo e meno Solidale

Forse vi ricordate i due post precedenti sugli EPA – Economic Partnership Agreements (Partner per Forza e L’UE, che dà con una mano e toglie con l’altra), nei quali si descrivevano gli effetti potenzialmente devastanti di questi accordi commerciali per i Paesi in via di sviluppo.
Alla fine L’UE ha vinto: sotto le forti pressioni da parte dell’Unione Europea e la minaccia di imporre alte tassazioni sulle importazioni, alla fine i Paesi dei Caraibi hanno firmato e molte delle nazioni dell’Africa e del Pacifico hanno accettato in forma provvisoria. Meglio dire che non avevano scelta: ad esempio, se il Kenya non avesse firmato, la tariffa sulle importazioni di pesce e prodotti agricoli in Europa sarebbe aumentata del 15%, con una perdita immediata di 1miliardo di dollari sulle esportazioni annuali.
In breve: Come sono questi accordi?
Gli accordi variano da paese a paese, ma al cuore di ognuno c’e’ la volonta’ di eliminare la maggior parte delle tasse sulle esportazioni dall’Europa a questi paesi. Alcuni di questi accordi inoltre contengono altri benefici relativi alla definizione di standard e alla proprieta’ intellettuale a favore delle aziende europee o relativi all’apertura nei confronti del mercato dei servizi.
Gli EPA costringeranno i Paesi in via di sviluppo:
- ad aprire i propri mercati a prodotti economici e finanziati dall’UE, particolarmente nei prossimi 10-15 anni.
- non usare tariffe agevolate in aiuto di nuove industrie locali.
I governi di questi paesi potranno contare su molte meno entrate, e i conseguenti tagli alle spese dello Stato riguarderanno soprattutto scuola e sistema sanitario.
L’approccio adottato dai negoziatori dell’UE e’ stato cinico e poco onesto. Una presa in giro, anche perche’ gli EPA erano nati proprio con lo scopo di agevolare lo sviluppo dei paesi del Sud del mondo. Con la scusa che nuovi accordi erano necessari sotto l’ombrello del WTO, si sono spinti oltre quanto richiesto senza alcuna consultazione.
Chi ha firmato gli accordi?
32 Paesi in Africa, nel Pacifico e nei Caraibi. 44 Paesi si sono rifiutati.
Scritto da Virginia Tarozzi
2 comments 5 Marzo 2008




