Chicago e l’acqua in bottiglia. Dublino e le buste di plastica.
21 Novembre 2007

Camion stracarichi di bottiglie di acqua minerale potrebbero non essere più ben accetti a Chicago, dove il sindaco Richard Daley ha avvallato una proposta che porterà nelle casse della città almeno $21milioni ogni anno.
Non si tratta di una tassa sull’acqua, ma di una tassa sulla plastica per incrementare le entrate, ridurre l’immondizia, nonchè la quantità di carburante usato per la produzione e il trasporto delle bottiglie di plastica.
Ma chicago non è l’unica: i sindaci di Los Angeles, San Francisco e Salt Lake City hano chiesto ai propri impiegati di non usare acqua in bottiglia e non spendono più in questo settore. Ancora alcune idee:
- il consiglio comunale di Ann Arbor, Michigan, ha incoraggiato i residenti a utilizzare bottiglie “refillable” e ha smesso di comprare acqua in bottiglia per i rinfreschi e le cerimonie comunali.
- diversi ristoranti in Quechee, Vermont, hanno smesso di vendere acqua in bottiglia alcuni mesi fa. I clienti ora possono bere l’acqua del pozzo e ne sono felici.
- Il municipio di Santa Barbara, California, ha smesso di comprare acqua in bottiglia e serve acqua di rubinetto nelle funzioni pubbliche.
Se non è il Comune a dare l’esempio, come ci si può aspettare un comportamento etico e responsabilie da parte dei cittadini?
Anche se la battaglia all’acqua minerale ci preme abbastanza, non scordiamo che esiste un altro grosso problema: quello delle buste di plastica.
A Dublino, e in tutta l’Irlanda, c’è una tassa sulle buste di plastica che si trovano alla cassa: i “sacchetti” costano al cittadino dai 30 ai 50 centesimi di euro. Così, busta dopo busta, prima di prendere inutili sacchi di plastica, ci si pensa due volte. E così, per soli 0.30€ in più, non è raro vedere che le persone imparano ad organizzarsi: con sacchi di stoffa riutilizzabili, con borse capienti e con tutta la creatività di cui l’essere umano è capace.
Insomma, viva l’ambiente e viva l’ingegno!
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1.
Giacomo Zaccherini | 21 Novembre 2007 at 8:16 pm
Bel post, Virgi!
Magari qualcuno con “conoscenze” potrebbe invitare a leggere e commentare persone con ruoli istituzionali qui a Bazzano…
Gras, Simone, vedete se riuscite a spingere qualcuno a sporcarsi le mani col nostro blog!
2.
Virginia | 21 Novembre 2007 at 10:39 pm
Purtroppo si tratta di scelte talvolta impopolari e difficili da comunicare… e anche la democrazia è un sistema imperfetto!
3.
Simone | 22 Novembre 2007 at 10:09 am
Sono d’accordo con voi. Credo (personalmente) che sarebbe bello che il Comune di Bazzano iniziasse,nel suo piccolo,a comportarsi come i comuni d’oltre oceano e boicottare i prodotti in plastica.
Credo altresì che la battaglia sulla raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” debba essere l’investimento piu’ importante sulla risorsa territorio suui un’amministrazione si deve spendere.
Boicottare i prodotti in plastica è bello ma serve fare educazione su questo fin dalle scuole.
Sarebbe interessante, ad esempio, andare a colloquio con i dirigenti coop e chiedere di utilizzare meno imballi (spesso ridondanti ed inutili) in plastica.
Credo che all’interno della battaglia CULTURALE per la raccolta differenziata porta a porta a Bazzano si possa inserire PERFETTAMENTE la vostra richiesta.
Uniamoci e pretendiamola!
Vi faccio sapere il giorno del Consiglio in cui si “dibatte” sulla interpellanza di cui all’oggetto del vostro post
Un abbraccio
Simone
4.
Giacomo Zaccherini | 22 Novembre 2007 at 11:26 am
I Comuni, sopratutto quelli piccoli, devono davvero darsi una mossa e possono essere catalizzatori di movimenti e spinte importanti.
Abbiamo istituzioni statali lente, macchinose e impacciate da equilibri politici ed economici; noi singoli cittadini troppo spesso seduti su comodità a cui non vogliamo rinunciare… però le amministrazioni comunali di paesi come Bazzano avrebbero il giusto compromesso tra potere e autonomia per fare grandi passi nel loro piccolo!
Se davvero si cominciasse a guardare in lungo, se l’orizzonte di sindaco e giunta arrivasse oltre le prossime elezioni e cominciassero a fragarsene di decisioni impopolari… utopia?
5.
Simone | 22 Novembre 2007 at 12:21 pm
Secondo me no.
Ma poi chi ha detto che deve essere impopolare differenziare i rifiuti? E’ una battaglia di civiltà per noi ed i nostri figli.
Stiam parlando della terra su cui viviamo, mica di un vestito..!
Credo che occorra un nuovo modo di fare politica (anche a Bazzano) che sappai rispondere ai bisogni del territorio e dei sui abitanti (che spesso se non sempre sono i medesimi) e non al potere economico e basta.
Mi fermo qui se no mi sale il gatto.
6.
Simone | 22 Novembre 2007 at 12:23 pm
Vorrei fare una proposta.
Credo serva una NUOVA volontà politica fatta di onesti che OCCUPINO la POLITICA esistente.
Anche a Bazzano
7.
Simone | 22 Novembre 2007 at 2:39 pm
Giacomo e tutti voi, Marted’ 27/11/07 in consiglio comunale a Bazzano si discute sull’interpellanza per la raccolta rifiuti porta a porta
8.
Giacomo Zaccherini | 22 Novembre 2007 at 9:20 pm
E uno…
MORNAGO Un rifiuto su due viene differenziato
a Mornago. «Un traguardo importante
– sostiene il sindaco Paolo Gusella
– in questi anni abbiamo fatto passi
da gigante nello sviluppo della raccolta
differenziata e il fatto di aver superato
questa sorta di soglia psicologica del
50% ci spinge a far meglio e a proseguire
ulteriormente in questa direzione».
Il Comune di Mornago è stato recentemente
premiato al palazzo delle Stelline
di Milano da Legambiente e dall’associazione
nazionale dei comuni italiani
con l’attestato di “Comune riciclone”.
Mornago risulta 247esimo su una graduatoria
stilata su 450 Comuni lombardi
sotto i 10mila abitanti, con un indice
di efficienza pari a 51,74 e la raccolta
differenziata al 50,9% dei rifiuti prodotti,
con una netta crescita della differenziazione
della plastica (+ 0,6%) ma soprattutto
della frazione umida passata
da percentuali infinitesimali al 25%. Ma
ad essere estremamente significativo in
particolare è il salto di qualità compiuto
tra il 2004 e il 2005 (anno di rilevazione
dei dati dell’iniziativa “Comuni Ricicloni”):
«Siamo passati dal 44 al 50,9 % –
sottolinea il primo cittadino – un risultato
che premia gli sforzi dell’amministrazione
comunale e l’impegno civico
di molti dei miei concittadini. Le campagne
di informazione condotte, le iniziative
assunte come la distribuzione
gratuita di compostiere, hanno evidentemente
lasciato il segno».
Da tenere conto il fatto che la compilazione
della classifica di Legambiente
non avviene solo considerando la quantità
di rifiuti separati: i parametri utilizzati
sono trenta e contemplano voci quali
la crescita o la diminuzione complessiva
dei rifiuti solidi urbani in ogni località
presa in esame, il costo pro-capite
annuo della gestione, l’introduzione di
un sistema tariffario (si pagano tasse sul
servizio di raccolta rifiuti in base a
quanti rifiuti si producono), il numero
dei servizi di raccolta differenziata attuati,
l’utilizzo di un sistema di raccolta
porta-a-porta e le varie produzioni
pro-capite dei vari prodotti di differenziazione.
E nel frattempo i dati più aggiornati
del Coinger, il consorzio intercomunale
per la gestione dei rifiuti di
cui fa parte Mornago, testimoniano come
la strada verso la crescita della raccolta
differenziata non si ferma. «Incrementare
ulteriormente la differenziata –
la parola d’ordine di Paolo Gusella – che
si possa fare lo dimostrano gli eccellenti
risultati di comuni virtuosi come Cassano
Magnago».
9.
Giacomo Zaccherini | 22 Novembre 2007 at 9:23 pm
E due…
Cazzago Brabbia – Massimo Nicora (il Sindaco) ha emesso una nuova ordinanza per ripulire le strade del paesino: nei week-end lo si può incontrare in tuta da lavoro e ramazza alla mano.
10.
Virginia | 22 Novembre 2007 at 9:36 pm
Bellissimo!
Però posso anche capire che il titolo “Comune Riciclone” non sia dei più allettanti…
11.
Luca Gras | 23 Novembre 2007 at 12:52 pm
In realtà a Bazzano – ma in tutta l’Emilia-Romagna – siamo semplicemente INDIETRO.
Hera, puntualissima quanto a riscossione delle bollette, sta facendo con enorme ritardo quello che nel resto d’Italia – comuni grandi e piccoli, e anche comuni di destra e di sinistra – si sta facendo tranquillamente anche da UN DECENNIO.
Almeno in questo caso non si tratta di “spezzare il fronte” con politiche innovatrici, sperimentali, alternative: si tratta di chiedere quello che in centinaia di altri comuni d’Italia è realtà quotidiana per milioni di persone.
L’idea della tassa sulle bottiglie di plastica (non del “boicottaggio della plastica” che mi sembra un’espressione infelice) è intelligente.
Altrove ho sentito parlare di un’altra campagna molto soft ma probabilmente efficace: rendere pubblici i dati sull’acqua del rubinetto e farli affiggere nelle bacheche dei condomini e nelle bacheche pubbliche. Far vedere a tutti che l’acqua del rubinetto è BUONA e SANA, e MOLTO PIU’ CONTROLLATA dell’acqua minerale può essere uno stimolo per molte famiglie che ancora consumano quotidianamente acqua minerale. Al tempo stesso diventa uno strumento di pressione su Hera perché la qualità dell’acqua rimanga inalterata o possa anche migliorare.
Perché non lo facciamo anche noi?
12.
Virginia | 23 Novembre 2007 at 1:40 pm
Bella Gras! L’idea mi piace… (potrebbe promuoverla e sponsorizzarla Solidarieta’ Impegno? ovviamente mi offro per fare i manifesti!
Penso anche che Hera avrebbe tutto l’interesse ad aiutarci. Mi faccio troppi viaggi?)
13.
Simone | 26 Novembre 2007 at 1:13 pm
Martedì sarà un consiglio comunale…diverso…
14.
Simone | 28 Novembre 2007 at 10:31 am
Cari amici,
a Bazzano la raccolta differenziata PORTA A PORTA non si fa “perche’ nella maggioranza ci sono dei dubbi”.
Si fara’ in futuro? Non si sa, forse, ma non con questa amministrazione.
In consiglio avevamo portato le telecamere per riprendere la seduta perche’ fosse veramente “pubblica” ma ce le hanno spente.
La sensazione è che politicamente differenziare i rifiuti e chiedere al cittadino un impegno CIVILE concreto, non sia spendibile in termini di ritorno elettorale.
Ma allora la politica non risponde ai bisogni del territorio e della sua gente ma ai voti che occorre avere per governare “A PRESCINDERE”…
Mi spiace. Non abbaimo avuto nessuna risposta.
Missione fallita
Ora, che fare?
15.
Virginia | 28 Novembre 2007 at 10:51 am
Leggo questo con molto rammarico, anche se non sono un’elettrice di Bazzano. A Monteveglio, è vero, è stato difficile far accettare ai cittadini la raccolta porta a porta, per mesi ci sono state delle lamentele tra le voci di piazza e ancora al cassonetto di Muffa si vedono montagne di buste di plastica.
Ma oggi i montevegliesi si sono abituati a riciclare ed i più lo fanno con naturalezza. E questo è quello che si vuole: insegnare ai cittadini che un comportamento responsabile può essere un comportamento naturale, senza particolari sforzi; basta modificare leggermente le proprie abitudini.
Insomma, non credo che la raccolta porta a porta influirà sulle prossime elezioni comunali a Monteveglio. Anche perchè, come tutti i piccoli comuni, e come Bazzano, anch’esso è in parte un “principatino ereditario semi autonomo” ( parole di Beppe Grillo ).
Ma è vero, la domanda sorge spontanea: ora che fare?