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Più auto o più alternative? Cosa sceglierà il Mondo? E cosa sceglieremo noi?

Mentre Tata Motors, una delle più importanti aziende automobilistiche dell’Asia, si prepara a lanciare in India la “world’s cheapest car” nel 2008 (l’auto più economica del mondo), altri paesi con una lunga storia di dipendenza nei confronti del mezzo automobilistico stanno disperatamente cercando modi per limitare i costi sociali e ambientali dei trasporti motorizzati. Un’alternativa è il BRT: Bus Rapid Transit, che funziona in modo analogo ad un trasporto ferroviario, ma con una flessibilità aggiuntiva nella scelta della strada/direzione. Tali sistemi alternativi sono sempre più popolari nelle città degli USA ma anche in diverse nazioni dell’Asia e dell’America Latina.
Tata Motors ha in programma di vendere la sua 4 porte a circa 2.500$, ovvero metà di quanto attualmente costi ora un’auto economica in India. Considerando che il reddito medio indiano cresce costantemente, si può prevedere che 1,1 miliardi di persone si avvicineranno a livelli di consumo dei Paesi Occidentali anche dal punto di vista dei trasporti – con evidenti problemi ambientali e di traffico.
Nel 2004 l’India contava 145,9 passeggeri per ogni auto, mentra gli USA contavano 2,2 passeggeri per auto. Cosa succederebbe se 1,1miliardi di persone in India possedessero un auto?
La grande attenzione del mercato nei confronti delle auto private disincentiva la ricerca di alternative valide nell’ambito dei trasporti pubblici. Sistemi come il BRT sono stati applicati in luoghi come Curitiba in Brasile, Bogota in Colombia, Pechino in Cina, ed hanno tutti ridotto notevolmente i costi, i danni ambientali e il tempo medio passato nel traffico. I sistemi BRT in costruzione negli USA (ad esempio a Cleveland e a Boston) sono buoni esempi di comunità un tempo altamenti dipendenti dalle auto che oggi si stanno focalizzando sempre più su trasporti pubblici ad alta qualità.
Purtroppo, in Italia, non si vede molto spesso questo tipo di investimento. Più spesso, invece, la politica punta a “tappare i buchi” e ridurre le emergenze, piuttosto che concentrarsi su investimenti di lungo periodo. Anche nel territorio bolognese, la maggior parte degli investimenti che vengono fatti in termini di viabilità tendono ad incentivare l’utilizzo delle auto private. A parte la famosa Suburbana, per la cui riabilitazione ci sono voluti decenni (e purtroppo per questo motivo è nata già “datata”), purtroppo si continua a spingere la polvere sotto il tappeto. Ma fino a che punto si potrà andare avanti così, ora che lungo tutta la bazzanese si costruiscono condomini a non finire? A questo punto non si tratta più di politiche di destra o di sinistra, si tratta di fare scelte coraggiose, forse impopolari, ma intelligenti.
Per maggiori info: http://www.worldchanging.com/archives/007517.html
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