L’UE, che dà con una mano e toglie con l’altra

18 Ottobre 2007

Economic Partnership Agreement

L’articolo che segue è forse un po’ lungo e parla della recente riforma degli Economic Partnership Agreement (EPA) a livello europeo, quindi molte persone riterranno di non doverlo leggere perché c’è sempre qualcun altro più in alto che si occupa di queste “cose” al posto nostro. Ma ne vale la lettura: intanto  perché ci apre gli occhi su alcuni aspetti che riguardano l’Unione Europea e che sono ignorati dai nostri media, mentre sono di VITALE importanza per i Paesi ACP (Africa, Caraibi e Pacifico). Inoltre è davvero molto chiaro e semplice. L’articolo è apparso il 13 settembre sull’Irish Times.

“Per tanti anni, l’Unione Europea ha offerto a molte delle ex-colonie una forma di accesso agevolato per la vendita dei prodotti all’interno dei mercati europei. Tali agevolazioni hanno permesso a molti di questi Paesi di svilupparsi economicamente e di diminuire i tassi di disoccupazione. Tuttavia, la data di scadenza per queste agevolazioni è fissata al 1 gennaio 2008. Per fortuna nel 2000 l’UE promise, a quei paesi che dipendono dalle agevolazioni per vendere prodotti in Europa, di rinnovare i propri impegni ed offrire in futuro un analogo livello di accesso ai mercati europei.

Ora tuttavia, in un raptus di opportunismo, a molti dei paesi più poveri l’UE ha demandato in cambio una serie di concessioni, le quali permetteranno all’Europa di incrementare le esportazioni in questi Paesi, minacciando il lavoro e la qualità di vita delle persone.

Ad esempio, l’UE sta chiedendo di ridurre dell’80% tutte le tariffe poste dai paesi ACP sull’importazione dei beni europei.
Inoltre, ha richiesto che questi Paesi sottoscrivano una serie di accordi riguardanti la proprietà intellettuale, gli investimenti, e tanto altro. Tra le conseguenze di questi accordi c’è di certo l’impoverimento dei Governi dei relativi Paesi, a causa:

  • della riduzione delle tasse sul commercio,
  • dell’aumento della disoccupazione (perché non sarebbe più possibile vincere la competizione con i prodotti dell’UE),
  • della ridotta capacità da parte dei Paesi poveri di promuovere l’industrializzazione e di gestire le loro economie nel lungo termine.

Indifferenti all’impatto sulla povertà, sui servizi governativi e sull’abilità dei Paesi in via di sviluppo di gestire le loro economie al meglio, l’UE persiste con queste politiche, nonostante il rifiuto continuativo da parte dei paesi ACP. Questi, nonostante le minacce di revoca degli aiuti economici EPA (Economic Partnership Agreements), non si rassegnano alle persistenti richieste dell’UE.

L’Unione Europea ha passato sei anni a proclamare il suo impegno nelle assemblee della WTO (World Trade Organisation), impegno inteso a sostenere i paesi più poveri nell’utilizzo del commercio come strumento di evasione dalla povertà. Si doveva creare appositamente una “Tavola per lo Sviluppo” (Development Round).

Invece, le assemblee sono diventate discariche per le promesse non mantenute.

Appena due settimane fa, in questo giornale, coltivatori diretti e organizzazioni imprenditoriali stavano dibattendo se l’industria o l’agricoltura sarebbero dovute diventare prioritarie per le politiche commerciali irlandesi (The Irish Times, 6 agosto 2007). Ovviamente entrambe le parti hanno presentato una visione “rosea” delle concessioni che l’UE stava accordando ai Paesi in via di Sviluppo, senza menzionare né le massicce richieste che l’UE stava facendo né, tanto meno, il dimenticato “Development Round”.

Negli anni recenti sono prosperate le azioni per eliminare la povertà a livello globale – con un aumento degli aiuti economici e con la riduzione del debito dei paesi più poveri. Tali azioni sono state rapidamente capovolte da quell’atteggiamento che mette l’incremento dei profitti al di sopra degli interessi dei poveri, anche quando vivono nelle Nazioni più povere al mondo. Il sistema di commercio globale continua ad essere rivolto in direzione dei più abbienti, rendendo inutili anche i crescenti aiuti che vengono inviati in questi paesi. “

Scritto da Colin Roche, coordinatore delle politiche e dell’advocacy di Oxfam Ireland.

Insomma, in poche parole, se l’Unione Europea si arricchisce grazie agli accordi economici, lo fa certamente a scapito dei Paesi del Sud del Mondo. Uno dei maggiori problemi è la ‘Reciprocità’: particolarmente se si pensa che l’UE, ad esempio, ha un reddito nazionale che è oltre 1000 volte quello dei Paesi del Pacifico. Un accordo basato sulla reciprocità tra due regioni del mondo così diseguali, con regole uguali da ogni parte, può favorire incredibilmente l’Europa nei confronti dei paesi ACP.

Cosa fare?

Per maggiori informazioni potete guardare la pagina di Wikipedia in inglese, molto completa, soprattutto di link a documenti interessanti (http://en.wikipedia.org/wiki/Economic_Partnership_Agreements).
Oppure potete visitare frequentemente il sito di Tradewatch (http://www.tradewatch.it/osservatorio/) l’osservatorio sull’economia globale e il commercio internazionale, e partecipare alle campagne promosse.

Ad esempio: il 29 settembre era il “Stop EPA day”, la giornata mondiale contro gli EPA. Lo sapevate?

Foto by Oxfam International su licenza Creative Commons

Entry Filed under: Notizie di interesse. .

3 Comments Add your own

  • 1. Giacomo Zaccherini  |  29 Ottobre 2007 at 9:48 am

    Queste cose mi fanno riflettere e un po’ arrabbiare…
    Come è possibile che passino delibere del genere senza la minima risonanza mediatica? Sono questioni di fondamentale importanza e non credo neppure che vengano approvate senza il minimo attrito di dissenso tra gli europarlamentari (è più una speranza che una convinzione…).
    Perchè non dobbiamo saperne nulla? Venirne a conoscenza, quasi per sbaglio, solo quando il tutto ormai è avviato e approvato…

    La colpa non la attribuisco solo ai media, sono i nostri stessi rappresentanti nella UE che dovrebbero fare chiasso su decisioni di qeusto tipo. Io ho votato europarlamentari da cui non accetto un voto di approvazioni su questi temi e a loro vorrei poter chiedere un “rendiconto” di ogni singolo voto che danno (altrimenti che rappresentanza è?), eppure questo non è assolutamente possibile…
    E’ un sistema che si avvia a una degenerazione incontrollabile…

  • 2. Partner per Forza « Solidarietà Impegno  |  27 Novembre 2007 at 12:31 am

    [...] Le battaglie del commercio equo e solidale non si combattono solo nel piccolo, come facciamo noi di Solidarietà Impegno, ma sono al centro delle grandi decisioni a livello internazionale. Intendiamo dunque tenervi aggiornati sugli ultimi sviluppi (leggi il post del 18 ottobre 07 sull’argomento). [...]

  • [...] ricordate i due post precedenti sugli EPA – Economic Partnership Agreements (Partner per Forza e L’UE, che dà con una mano e toglie con l’altra), nei quali si descrivevano gli effetti potenzialmente devastanti di questi accordi commerciali per [...]

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