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Blood diamonds

Da sempre l’essere umano ha bisogno di simboli per concretizzare i propri ideali.
Un diamante è indubbiamente simbolo di amore e impegno nei confronti di una persona, quindi la sua importanza non dipende generalmente dal valore economico dell’oggetto, quanto dal valore emotivo-affettivo che incarna. Maggiore è la spesa per quel diamante e il sacrificio fatto per acquistarlo, maggiore è il suo valore emotivo. E’ qundi un oggetto che per il suo carattere simbolico va ben oltre il materialismo e si sposta su una dimensione “sacra”.
Ma ogni rosa ha le sue spine….
Il 20% dei diamanti provengono da 4 paesi: Angola, Congo, Guinea e Sierra Leone.
L’81% della produzione dei diamanti è controllata da 5 colossi: DTC (50%), Alrosa (12%), Leviev, Rio Tinto e BHP Billiton, e ogni anno nel mondo i ricavi dalle vendite di diamanti sono sempre maggiori.
Il problema che interessa il commercio di diamanti, e che è ben descritto nel famoso film “Blood Diamond” con Leonardo di Caprio, ruota intorno ai cosiddetti Conflict Diamonds, ovvero quei diamanti commercializzati illegalmente per finanziare le guerre, soprattutto in Africa centrale e orientale. L’ONU ha definito i Conflict Diamonds, altrimenti detti Blood Diamonds, come “… diamanti che provengono da aree controllate da forze o fazioni opposte ai governi legittimamente e internazionalmente riconosciuti e che sono utilizzati per finaiziare azioni militari”. Questi diamanti sono stati utilizzati per finanziare le varie guerre e guerriglie in Angola, Liberia, Costa d’avorio e Congo.
Per eliminare questo problema, su spinta dell’opinione pubblica internazionale scossa dalla terribile guerra della Sierra Leone, nel 2000 è iniziata una collaborazione tra l’industria dei diamanti, l’ONU e organizzazioni non governative per creare un sistema di certificazione dei diamanti, che verrà poi chiamato Sistema di Certificazione Kimberley. Questo processo di certificazione è entrato in vigore nel 2003 e da allora 71 governi hanno introdotto il Sistema Kimberley nella loro legislazione nazionale.
Oggi il 99% dei diamanti venduti nel mondo provengono da zone “conflict free”, senza guerra.
Se vuoi fare un regalo alla tua fidanzata o moglie (o altro) esistono dunque due alternative:
- Informati bene sulla provenienza del diamante e pretendi una risposta
- Compra un diamante equosolidale: esistono diverse aziende/organizzazioni che si occupano di questo mercato e che, oltre a garantire la provenienza del diamante, offrono al produttore maggiore stabilità economica e prezzi equi (se sai un po’ di inglese guarda questo video: http://www.youtube.com/watch?v=1peA_qtHTwg)
- Non comprare un diamante: se ti ama, capirà la tua scelta.
Se vuoi approfondire l’argomento, sul sito di Rapaport c’è una grandissima quantità di materiale (documenti e articoli) sui diamanti e sui diamanti equosolidali.
8 comments 14 Ottobre 2007




