San Paolo contro l’Inquinamento Visivo

13 Settembre 2007

San Paolo, Brazil, e l’Inquinamento Visivo

Immaginate una città come New York o Roma improvvisamente senza cartelli pubblicitari, insegne luminose, schermi elettronici per spot pubblicitari. Senza quella forma di inquinamento che ormai passa completamente inosservata, ma che effettivamente copre quotidianamente gli angoli antichi delle città…

Questo succede a San Paolo, metropoli brasiliana che conta 20 milioni di abitanti. Grazie ad una legge municipale entrata in vigore a gennaio 2007 che vieta a insegne, cartelli, manifesti di penzolare dai grattaceli della metropoli, nella speranza di una città più pulita.

Forse una scelta un po’ estrema, che divide architetti ed intellettuali, che vedono in questa scelta un segno di grande civiltà e la prospettiva di una città ideale, e chi con la pubblicità ci campa. E si può immaginare perché questi ultimi siano tanto arrabbiati: addio alle colorate pubblicità di jeans o cellulari, addio alle insegne di banche e di sexy shop; non ci saranno neanche più i depliant distribuiti per strada, né pubblicità sugli autobus, né sui taxi, perfino le semplici insegne dei negozi verranno fortemente ridimensionate.

Se in Brasile le cose vanno in questo modo, in Italia invece il mondo della pubblicità gode di un’estrema libertà… visitare Roma o Milano è diventato quasi un modo diverso di sfogliare un catalogo e non è raro che palazzi dei secoli passati si ornino di una giovane signora in desabille, o di moderne insegne di negozi e pizzerie.

Un inquinamento non solo estetico, ma anche luminoso: qual è l’ultima volta che avete guardato a una stella a Bologna? Forse una via di mezzo si potrebbe trovare, per lo meno nei centri storici e nelle campagne, forse si potrebbe limitare le ore di accensione delle insegne e le misure delle insegne… Quanto sarebbe bello se alle 9 di sera si spegnessero tutte le insegne luminose di Bologna, lasciando solo quelle belle luci gialle che riscaldano la città???

Ormai non ci facciamo più caso perché loghi e pubblicità sono entrate in piena regola nelle nostre vite. Ma in fondo siamo un po’ stanchi, in fondo percepiamo il bombardamento di messaggi ed emozioni e siamo spossati. In fondo, potremmo fare qualche passo indietro nella direzione della civiltà e ammirare un po’ di più le nostre città.

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3 Comments Add your own

  • 1. solidarietaimpegno  |  14 Settembre 2007 at 1:40 pm

    A proposito di questo, vi allego di seguito un artico uscito proprio qualche mese fa su http://www.comunicazioneitaliana.it che si chiede proprio: “ma palazzi, chiese e monumenti, per avere finanziamenti, devono proprio affiggere una pubblicità di scarpe da ginnastica??”

    Fede, speranza e pubblicità.(di Mattia Camellini)

    Facciate di chiese coperte da enormi cartelloni pubblicitari. Palazzi storici resi invisibili ai turisti da gigantografie di auto o di jeans. Scuole che affittano le mura interne ed esterne per reclamizzare telefonini, vestiti o PC.
    Per non parlare del product placement, ossia della possibilità, ora del tutto legale, di inserire pubblicità (una volta definita occulta), di prodotti all’interno dei film. Non durante l’intervallo, ma proprio nella sceneggiatura, nelle inquadrature in primo piano, proprio mentre voi magari vi state chiedendo che cosa avrà voluto esprimere il regista con la scelta di quell’ambientazione (stile IKEA o Chateau d’Ax). Se pazientate fino ai titoli di coda, l’arcano vi verrà svelato: è product placement, che tradotto in italiano vuol dire semplicemente “piazzamento di prodotto” a scopi pubblicitari! I film di Ozpetek, ad esempio, ne fanno abbondante uso.
    Come direbbe l’imperatore Vespasiano, questi soldi non puzzano perché consentono, nel caso del cinema, di continuare ad esistere e sperimentare, e alle chiese o alle scuole di pagarsi la manutenzione degli edifici, prima che i cornicioni cadano a pezzi.

    Ma è proprio così? Non ci sono altri modi per ottenere i finanziamenti che servono?
    [...] L’ingresso della pubblicità in aree così particolari e delicate quali religione, cultura e formazione, porta forse più problemi che soluzioni. Prendiamo ad esempio la facciata delle Chiesa di S. Lorenzo in Lucina, dove campeggiava nei giorni scorsi la pubblicità Mont Blanc: “A unique diamond. A unique star” recita il titolo. Un conto è vederla su una rivista di moda, un altro è vederla sulla facciata della propria chiesa prima di entrare a pregare, dove è legittimo chiedersi che nesso ci sia tra la “stella cometa” e l’”unica stella” di cui si parla là fuori; o come si concilino i diamanti con la parabola del giovane ricco e con la cacciata dei mercanti dal tempio… Ma in fondo, un diamante non è “per sempre”, come la vita eterna?

    Un’altra conseguenza, molto grave per un paese come l’Italia che punta ad un rilancio turistico e si interroga sui motivi del suo regresso rispetto agli altri paesi, è il deturpamento dei centri storici, causato da queste mega-affissioni. Piazza di Spagna e Piazza Navona ad esempio, per citare solo Roma, hanno subìto a lungo questo trattamento, sotto gli occhi di giunte impotenti (o compiacenti?).
    E non si venga a dire che i poster pubblicitari in fondo sono una soluzione migliore e alternativa per evitare che durante il restauro si vedano sulle facciate solo tubi e teli di plastica, questi sì veramente degradanti.
    Guardate ad esempio cosa hanno fatto in Baviera per nascondere il restauro della reggia di Ludwig II (http://www.comunicazioneitaliana.it/dati/cs/dw/924.01.jpg). La foto l’ho scattata nel 2003 e ancora oggi faccio fatica a credere che la facciata sia finta! Pensate se al posto della foto dello stesso palazzo reale, sul telo che la copre avessero messo un gigantesco paio di scarpe da ginnastica. In fondo la Nike avrebbe pagato bene e il restauro sarebbe costato molto meno!

    Replica
  • 2. quartomunicipio  |  30 Ottobre 2007 at 9:00 pm

    Fantastico! Negli ultimi giorni avevo letto che il comune di Parigi aveva intenzione di ridurre drasticamente la pubblicità in strada attraverso i cartelloni pubblicitari, ma San Paolo è ancora più avanti!

    Replica
  • 3. Giacomo Zaccherini  |  30 Ottobre 2007 at 10:47 pm

    Benvenuto, quartomunicipio, spero che questo blog ti piaccia e tu possa trovarti bene… noi attendiamo altri tuoi commenti!

    In compenso, nella mia piccola Bazzano, il Comune ha appena installato quattro fari da stadio sulla facciata del Municipio per illuminare la piazza… e sempre meno potremo uscire a riveder le stelle…

    Replica

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