La prima proposta di legge in Europa sul commercio equosolidale. Una garanzia per tutti?
21 Luglio 2007
Qualche giorno fa nelle aule di Camera e Senato è arrivata la nuova proposta di legge in materia di commercio equosolidale, che mira a regolamentare l’intero settore. La proposta di legge, presentata dall’AIES (Ass. Interparlamentare Equosolidale), ha coinvolto diverse voci: Agices, Associazione Botteghe del Mondo e Fairtrade TransFair Italia, il marchio di certificazione dei prodotti, di cui abbiamo già parlato in questo post.
La proposta:
- Stabilisce una definizione di commercio equo e di prezzo equo,
- Introduce nuove definizioni e nuovi soggetti giuridici (ad esempio, la filiera integrale del commercio equo e solidale, l’Albo delle organizzazioni, il Registro della filiera integrale del commercio equo e solidale, l’Autorità del commercio equo e solidale),
- Prevede una serie di benefici economici di cui possono godere gli iscritti all’Albo per iniziative culturali, nel campo della cooperazione e della formazione, per infrastrutture, per la copertura di parte degli oneri sociali dei lavoratori e dei soci.
Insomma, a prima vista un’iniziativa senz’altro positiva strutturata per tutelare non solo le organizzazioni di commercio equo che operano da anni in questo settore, ma anche gli stessi consumatori che avranno la possibilità di riconoscere finalmente un prodotto garantito.
Lasciateci però un certo margine di dubbio…
L’unica parte della proposta che può suscitare perplessità riguarda proprio la creazione di Albi e Registri. Essi infatti tutelano largamente le organizzazioni di CEES già esistenti, ma forse porranno molti limiti e paletti alle organizzazioni che vorranno far parte di questo ramo del commercio.
In fondo il la bellezza del commercio equo e solidale in Italia sta anche nella ventata di freschezza che ha saputo portare: la bontà di un marchio rispetto ad un altro viene oggi stabilita in base alla capacità di dimostrare con le azioni concrete la possibilità di cambiare il mondo, e non con l’appartenenza ad un albo o registro. E poi, non era sufficiente la garanzia di fairtrade? Oppure, non bastava l’Autorità per il CEES?
Non è che in questo modo si andrà a creare un nuovo tipo di oligopolio? Non è che in questo caso l’italia si contraddistinguerà con un nuovo primato negativo?
La materia è ovviamente complicata. Vi chiediamo perciò di dire la vostra in merito e, eventualmente, provare che in realtà questa proposta di legge sia la cosa migliore per noi tutti.
Foto di Eti 2811962 sotto licenza Creative Commons
Entry Filed under: Commercio Equo e Solidale. .
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1.
Virginia | 23 Luglio 2007 at 6:35 pm
Me le scrivo e me le commento…
Scrivendo il Post ho voluto porre delle domande, ma una risposta non ce l’ho. Vorrei che ne discutessimo e cercassimo di trovare insieme una strada, un quadro di giudizio, perchè si tratta di una questione davvero molto importante che graverà sicuramente sul futuro del commercio equosolidale in Italia.
Insomma, spero che i miei dubbi non siano fondati.
Ma la poca fiducia nelle istituzioni in senso lato che ho sviluppato in questi anni mi accende un’antenna in testa. Credo molto invece nei movimenti dal basso, nelle scelte individuali, nella (poca) razionalità che ci resta in quanto consumatori.
Discutiamone!
2.
Giacomo | 23 Luglio 2007 at 11:10 pm
Io ammetto di non conoscere il testo della legge proposta e di non sapere molto dell’ “aria che tira” in parlamento riguardo a questi temi (naturalmente taciuti dai media…).
Spero solo che non deludano tante aspettative che arrivano dal basso (anche da noi) e non tradiscano ciò che in tanti anni è stato creato in Italia. Il nostro paese può vantare una delle più rigide e efficaci regolamentazioni in materia di filiera del CEES: il nostro Agices è un organismo di garanzia ben più affidabile dei più famosi ma anche più “blandi” Transfair o FairTrade. Mai potrebbe verificarsi in Italia il caso di un prodotto della Nestlè con il marchio Equo Solidale (come è successo in Nord Europa…).
Proprio per questo mi auguro con tutto me stesso che questa legge serva a potenziare ciò che già esiste e a qualificarlo con un impegno forte da parte delle autorità statali, riconoscendogli quindi un rilievo non più trascurabile… ma che non succeda l’ennesimo italico caso di cura esclusiva del proprio giardinetto! Sappiano, tutte le realtà coinvolte, agire per il bene del Commercio Equo e non per il commercio curato dalla propria organizzazione… staremo a vedere ed eventualmente ci faremo sentire!
3. Testo completo della prop&hellip | 25 Luglio 2007 at 4:32 pm
[...] sul commercio equosolidale… noi ce la stiamo studiando, per sconfermare i dubbi esposti nel precedente post. Poi vi faremo sapere. Se intanto volete darci un’occhiata (e un parere) noi siamo ben [...]
4.
paolo pastore | 1 Agosto 2007 at 4:32 pm
ABBIAMO TROVATO I VOSTRI COMMENTI SULLA LEGGE SUL COMMERCIO EQUO NAVIGANDO IN RETE, OGNUNO HA LE SUE OPIONI, ANCHE SE LA DIVISONE FRA UN COMMERCIO EQUO VERO DI AGICES E QUELLO “PIU’ BLANDO” DI TRANSFAIR FAIRTRADE PER USARE LE ESPRESSIONI DI “GIACOMO” E’ UN PO’ FUORI DAL MONDO REALE, COME CONSORZIO FAIRTRADE SIAMO FIERI DI AVERE LAVORATO PER LA PROPOSTA DI LEGGE NAZIONALE E DI LAVORARE OGNI GIORNO PER APRIRE SPAZI DI COMMERCIO E MERCATO EQUO PER CIRCA 8 MILIONI DI LAVORATORI DEL SUD DEL MONDO.
BUONE FERIE
Fairtrade TransFair Italia
Direttore Operativo
Paolo Pastore
5.
Virginia | 1 Agosto 2007 at 6:58 pm
Per Paolo Pastore (e chi volesse contribuire):
Per noi è un grandissimo piacere che il nostro piccolissimo e neonato blog sia partecipato anche da chi queste cose le conosce meglio di noi e che può così aiutarci, appunto, a capire meglio. Il bog nasce proprio per questo!
Mi sento quindi di approfittarne, visto che abbiamo la fortuna di avere un interlocutore di Fairtrade nel nostro spazio democratico virtuale.
Noi siamo una piccolissima associazione (20 volontari più o meno “fissi” e altri 10 “vaganti”) e dall’inizio degli anni ‘90 praticamente non facciamo altro che promuovere i prodotti equosolidali e il marchio fairtrade, in cui crediamo tantissimo, come tante altre piccole associazioni in Italia.
Avendo saputo che c’era una proposta di legge a riguardo abbiamo cercato di informarci, ma a parte il vostro comunicato stampa e qualche rielaborazione blanda non abbiamo trovato nient’altro. E la sola proposta di legge ci ha fatto venire i dubbi sopra esposti…
Mi perdoni, la mia (e quella di Giacomo) non è una critica, ma il dubbio di chi da anni fa volontariato perchè crede in quello che Voi fate e che perciò vorrebbe capire meglio…
6.
paolo pastore | 2 Agosto 2007 at 9:13 am
se volete seguirci http://www.fairtrade.net, e vi iscrivete alla nostra news letter, tra l’ altro una delle attività che facciamo per promuovere la nascita di bdm sono dei corsi di formazione, il prossimo a fine settembre, in cui esaminiamo anche gli aspetti problematici del Fairtrade.
7.
paolo pastore | 2 Agosto 2007 at 9:13 am
anche http://www.fairtradeitalia.it, abbiamo una persona che segue appunto la parte informativa, Glenda Spiller
8.
solidarietaimpegno | 3 Agosto 2007 at 11:00 am
Grazie mille delle sue segnalazioni… ci attiveremo sicuramente!
9.
Giorgio Dal Fiume | 30 Aprile 2008 at 1:04 pm
Cari/e amici/e di “Solidarietà Impegno”, volevo davvero farvi i complimenti per il vostro bel ed aggiornato sito: cercando su Google articioli relativi a “Agrofair Europe” il primo sito segnalato era il vostro (e le info contenute perfette)!
Mi chiamo Giorgio Dal Fiume, e per quasi 10 anni sono stato, fino al novembre 2007, il presidente di Ctm altromercato. Tuttora collaboro a tempo pieno con questa organizzazione, ed in particolare mi occupo dei temi internazionali del Fair Trade. In quest’ambito uno dei temi più caldi e complessi, nel quale si registrano anche le maggiori divergenze all’interno del Fair Trade internazionale, è proprio quello relativo al riconoscimento istituzionale del commercio equo, e quindi alle modaiità tramite le quali accreditare le organizzazioni e certificare i criteri Fair Trade. Insomma, posso rassicurarvi – avendo anche seguito da vicino la predisposizione della proposta di Legge italiana sul commercio equo, che non c’è alcuna volontà di creare oligopoli o rendite di posizione. Ma data la complessità del tema, dubbi e domande, quali le vostre, sono assolutamente legittimi. E allora, siccome io sono di Bologna, perché non approfittiamo del vostro interesse ed energia, e della vicinanza geografica, per incontrarci? Mi piacerebbe ascoltare meglio i vostri dubbi e riflessioni, e dare – se posso – qualche info. Assolutamente non per “fare propaganda”. Io posso trovare una sera libera, se voi lo gradite. Un cordiale saluto ed ancora complimenti, Giorgio Dal Fiume
10. Quando il web incentiva i&hellip | 1 Maggio 2008 at 1:25 pm
[...] blog, da parte di Giorgio dal Fiume, ex presidente di CTM altromercato, in risposta ad alcuni dei dubbi che avevamo sollevato sulla PdL sul Commercio Equosolidale presentata in Parlamento a Luglio 2007: Cari/e amici/e di “Solidarietà Impegno”, volevo [...]