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La prima proposta di legge in Europa sul commercio equosolidale. Una garanzia per tutti?

Tutti in fila come le pecore??? 

Qualche giorno fa nelle aule di Camera e Senato è arrivata la nuova proposta di legge in materia di commercio equosolidale, che mira a regolamentare l’intero settore. La proposta di legge, presentata dall’AIES (Ass. Interparlamentare Equosolidale), ha coinvolto diverse voci: Agices, Associazione Botteghe del Mondo e Fairtrade TransFair Italia, il marchio di certificazione dei prodotti, di cui abbiamo già parlato in questo post.

La proposta:

  • Stabilisce una definizione di commercio equo e di prezzo equo,
  • Introduce nuove definizioni e nuovi soggetti giuridici (ad esempio, la filiera integrale del commercio equo e solidale, l’Albo delle organizzazioni, il Registro della filiera integrale del commercio equo e solidale, l’Autorità del commercio equo e solidale),
  • Prevede una serie di benefici economici di cui possono godere gli iscritti all’Albo per iniziative culturali, nel campo della cooperazione e della formazione, per infrastrutture, per la copertura di parte degli oneri sociali dei lavoratori e dei soci.

Insomma, a prima vista un’iniziativa senz’altro positiva strutturata per tutelare non solo le organizzazioni di commercio equo che operano da anni in questo settore, ma anche gli stessi consumatori che avranno la possibilità di riconoscere finalmente un prodotto garantito.

Lasciateci però un certo margine di dubbio… 

L’unica parte della proposta che può suscitare perplessità riguarda proprio la creazione di Albi e Registri. Essi infatti tutelano largamente le organizzazioni di CEES già esistenti, ma forse porranno molti limiti e paletti alle organizzazioni che vorranno far parte di questo ramo del commercio.

In fondo il la bellezza del commercio equo e solidale in Italia sta anche nella ventata di freschezza che ha saputo portare: la bontà di un marchio rispetto ad un altro viene oggi stabilita in base alla capacità di dimostrare con le azioni concrete la possibilità di cambiare il mondo, e non con l’appartenenza ad un albo o registro. E poi, non era sufficiente la garanzia di fairtrade? Oppure, non bastava l’Autorità per il CEES?

Non è che in questo modo si andrà a creare un nuovo tipo di oligopolio? Non è che in questo caso l’italia si contraddistinguerà con un nuovo primato negativo?

La materia è ovviamente complicata. Vi chiediamo perciò di dire la vostra in merito e, eventualmente, provare che in realtà questa proposta di legge sia la cosa migliore per noi tutti.

Foto di Eti 2811962 sotto licenza Creative Commons

10 comments 21 Luglio 2007


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Solidarietà Impegno è un'associazione di giovani che si impegnano per un mondo più equo, un consumo consapevole e un'economia sostenibile. Lo fanno attraverso varie attività: promozione del commercio equo e solidale, organizzazione di convegni ed eventi, partecipazione a campagne di sensibilizzazione sulle varie tematiche della sostenibilità.

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